Una proposta di 3 giorni in MTB per scoprire l’anima autentica del Pinerolese su percorsi che intrecciano paesaggi incontaminati, memorie valdesi e sentieri poco battuti. L’itinerario tocca luoghi iconici come la Comba dei Carbonieri, il Barant e la storica Via dei Pastori, alternando salite panoramiche con vista costante sul Monviso a discese tecniche su single trail erbosi.
Strade forestali, sentieri scorrevoli e asfalto secondario a zero traffico.
Appena usciti dal paese si attraversano prati e fattorie lungo il Torrente Pellice, poi inizia la salita ombreggiata da latifoglie. Salendo, il bosco attorno a noi rimane fitto e si trasforma in una grande faggeta.
Superata la Colletta di Pianprà si raggiunge il paese di Rorà, quindi si prosegue fino al parco montano in località Bric, dove si trova un’area attrezzata con bar-ristorante, tavoli, WC pubblici, un punto di ricarica gratuito per le e-bike e una ciclo-officina per piccole riparazioni d’urgenza. Lungo la strada è possibile visitare l'Ecomuseo della Pietra, che racconta la storia dei cavatori della zona.
Ci si dirige ora verso Punta Cornour. Qui occorre seguire la strada che scende a sinistra, per non prendere la deviazione sbagliata. Volendo si può fare una brevissima deviazione per osservare alcune incisioni rupestri indicate da un cartello, prima di arrivare allo spettacolare punto panoramico sulla pianura pinerolese e sulle cave di pietra di Luserna.
Inizia ora una lunga percorrenza in quota su strada forestale con alcuni su e giù. Prima di arrivare alle cave, si può ammirare il centenario abete bianco di Rorà. Si attraversa ora Pian Frollero, un piccolo altipiano immerso tra larici a quota 1400 m.
Si scorgono finalmente le prime cave dove si affronta una strada di colore bianchissimo, fatta di dossi e avvallamenti creati dai mezzi pesanti che lavorano durante la settimana.
Si arriva a Montoso, dove inizia la discesa che per tutto il primo tratto è asfaltata, poi si incontrano piacevoli strade forestali , che si alterneranno con altri tratti di asfalto fino ad arrivare all’abitato di Lusernetta, da cui poi si rientra a Torre Pellice.
2° GIORNO: Il punto di partenza consigliato è Bobbio Pellice ma, se si è scelto di soggiornare a Torre Pellice, lo si può raggiungere in auto (a Bobbio sono disponibili numerosi parcheggi), oppure con una pedalata di un’oretta su asfalto. Dal centro di Bobbio, la direzione è verso la Comba dei Carbonieri.
Si preannuncia una lunga e ombreggiata salita asfaltata, con tratti ripidi ma fuori dal traffico, che costeggia il fiume Ghicciard (che offre molti posti dove fare il bagno, detti “tumpi”).
Ci si può concedere una sosta a metà salita, presso il Rifugio Barbara Lowrie, dove c’è la possibilità di ricaricare le e-bike! Il rifugio è immerso tra ripide pareti in una valle ricca di ruscelli.
Ci aspettano ancora circa 800 m di dislivello.
Ora il fondo diventa sterrato e finalmente iniziamo a percorrere la famosa strada militare che porta al Colle Barant, con l’omonimo rifugio a 2.373 m, rigorosamente bike friendly! Strade costruite per trasportare armamenti, muovere interi reggimenti, scavalcare le montagne, e che oggi servono per far transitare, con passi nutriti di memoria, ciclisti che amano la natura dell'alpe, il silenzio, la pace.
Superato il panoramico colle incontriamo una zona semipianeggiante, dove troviamo alcuni cartelli che indicano la presenza di affascinanti bunker nascosti tra le rocce, oltre al giardino botanico alpino Bruno Peyronel.
La strada a tornanti prosegue, bellissima e immersa tra rododendri in fiore (in estate) e larici. Il fondo è uniforme, morbido. Le canaline per lo scolo dell’acqua sono ampie e ben visibili anche da lontano, quindi gestibili in sicurezza.
Arrivando alla Conca del Prà, occorre guadare un torrentello che, generalmente solo nei mesi primaverili, incrocia la strada sterrata.
La prossima pausa può essere al Rifugio Willy Jervis, dove facilmente si incontrano altri biker per scambiare quattro chiacchiere.
La discesa a valle è lungo la Conca dei Morti, dominata da slanciate pareti rocciose. Poco dopo la borgata di Villanova, si imbocca a destra la Via dei Pastori: una suggestiva strada forestale che costeggia la montagna e lungo cui si possono scorgere tantissime baite ormai abbandonate.
3° GIORNO: quello consigliato per il terzo e ultimo giorno è un giro più corto e meno faticoso.
Si parte da Torre Pellice, con un bel centro storico e una rete di pannelli informativi ben curati.
Dopo un primo tratto di strada panoramica sulla bassa Val Pellice, si sale ad Angrogna dove un sentiero fresco e ombreggiato porta alla scoperta della suggestiva "Gheisa d’la tana" (Chiesa della tana). Lungo il percorso troviamo anche dei piccoli edifici, destinati un tempo a scuolette di borgata, che ora sono state trasformate in altrettanti musei legati a vari argomenti della storia e cultura del popolo Valdese.
Si risale su asfalto e poi si imbocca una strada che percorre il crinale tra la Val d'Angrogna e la Val Chisone: la pendenza aumenta e lo sterrato prende il posto dell'asfalto. Si passa davanti a Rocca Rognosa prima di raggiungere il Rifugio Jumarre e il Colle della Vaccera.
Da lì si sale al Monte Castelletto (1.512 m) per godere, dalla panchina gigante qui collocata, di una vista a 360° che include, imponente, il Monviso e la pianura fino a Torino.
Si raggiunge poi il rifugio Vaccera, dove troviamo una colonnina gratuita per la ricarica delle e-bike e un ciclo-totem con attrezzi per la manutenzione della bici. Tornando brevemente sui nostri passi, nei pressi del primo tornante si imbocca una pista forestale panoramica che corre lungo il versante della montagna fino all'alpeggio della Criulira.
La discesa per il rientro inizia con un single trail (attenzione tratto un po’ tecnico da non sottovalutare) che poi torna strada forestale fino a Pradeltorno, dove si può visitare il Tempio Valdese. Di qui si pedala su asfalto fino a Torre Pellice.