Le scuole Beckwith

La scuola ha costituito sempre un elemento essenziale nella vita delle comunità protestanti; sottolineando la responsabilità personale dei credenti nella lettura dei testi biblici, sono state di conseguenza condotte a sviluppare l’istruzione.

Il sistema scolastico messo a punto e gestito dalla Chiesa valdese fu molto sviluppato: dalla “scuoletta” in ogni borgata, alla scuola del capoluogo comunale (“Grande École” o “École paroissiale”), fino alle scuole latine (le attuali medie) e al Collegio (liceo). Un programma di scolarità che portò l’area valdese a fine Ottocento a livelli di alfabetizzazione fra i più elevati d’Europa.

In particolare le “Petites Écoles”, o scuole di quartiere, che erano pluriclassi a cui accedevano maschi e femmine, fornivano un’istruzione di base e concentravano spesso la loro attività nei mesi invernali. Grazie all’impulso fornito dall’opera del generale inglese John Charles Beckwith (1789-1862), a partire dagli anni '30 dell’Ottocento vennero costruiti edifici appositi, i quali portano ancora oggi il nome del loro promotore.

Queste scuole erano amministrate direttamente dagli organi della Chiesa Valdese ed era il Sinodo a definirne l’ordinamento scolastico, anche per rispondere alle esigenze di istruzione della popolazione valdese, priva fino al 1848 dei diritti civili. Con lo sviluppo della legislazione scolastica dell’Italia unificata, lentamente l’organizzazione delle “scuole Beckwith” passò dalla giurisdizione ecclesiastica a quella comunale, fino a quando con la legge Credaro del 1911 tutto l’ordinamento scolastico passò alle dipendenze delle commissioni statali; erano mantenuti quali insegnamenti complementari l’istruzione biblica e il francese.

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