I Siti di Interesse Comunitario (S.I.C.)

La rete Natura 2000 è una rete di siti di interesse comunitario e di zone di protezione speciale creata dall'Unione europea per la protezione e la conservazione degli habitat e delle specie, animali e vegetali, identificati come prioritari dagli Stati membri dell'Unione e rappresenta il principale strumento per la conservazione della biodiversità.

Tre sono i SIC (Siti di Interesse Comunitario) presenti nel territorio dell’Unione Montana del Pinerolese: Prà-Barant, Bosco di Pian Prà e Stazioni di Myricaria germanica.

Il SIC Prà Barant si estende per 92 ettari nella parte alta del bacino del torrente Pellice, tra l’Oasi del Prà-Barant e la testata della Comba dei Carbonieri. Si tratta di un sito tipicamente alpino, posto lungo lo spartiacque che separa la Val Pellice dalla Valle Po e dalla Valle del Guil in Francia.

E’ un SIC caratterizzato da una notevole escursione altimetrica poichè si estende tra i 1.200 m del fondovalle e i 3.171 m del Monte Granero, E’ occupato per circa la metà della sua estensione da ambienti rocciosi e da macereti e solo secondariamente da praterie inframmezzate da alneti di ontano verde e da arbusteti alpini. La vegetazione arborea è costituita in prevalenza da lariceti ma sono presenti anche piccoli nuclei di pino uncinato, di pino cembro e abete bianco.

La sua peculiarità è legata alla presenza di una importante popolazione di Salamandra lanzai che è una specie endemica del gruppo del Monviso Da segnalare anche la presenza della ootoca vivipera e delle specie endemiche Isatis allionii e Saxifraga valdensis.

L’Oasi del Prà Barant è stata istituita nel 1979 come Oasi di protezione faunistica e costituisce una delle più interessanti realtà ambientali delle Alpi occidentali con alti indici di biodiversità vegetale e faunistica. Da segnalare, oltre alla già citata specie endemica Salamandra lanzai anche lo stambecco reintrodotto con successo sulle pendici dell’alta Val Pellice. L’oasi, all’interno del Sic Prà barant, si estende per 4000mq in comune di Bobbio Pellice.

La ricchezza di specie vegetali tipicamente alpine ha ispirato la creazione del Giardino botanico alpino Bruno Peyronel. Nato nel 1991 con l’intento di far conoscere la flora alpina ai numerosi escursionisti e dedicato alla memoria di B. Peyronel, botanico e naturalista originario di queste valli, si estende su una superficie di 17.000 mq ed espone circa 300 specie di cui almeno 15 sono endemiche. Il giardino è gestito dall’Unione Montana del Pinerolese con esperti botanici locali ed è raggiungibile a piedi dal rifugio Jervis e dal rifugio barbara in circa due ore. La visita è gratuita. Il periodo di apertura è tra il 1° luglio e il 31 agosto. Dall’estate 2021 il giardino botanico è stato inserito nella Rete degli Orti Botanici del Piemonte.

Il sito è ubicato nel tratto intermedio della Valle Pellice, compreso tra gli abitati di Villar Pellice e Bobbio Pellice, e comprende nei suoi confini l’alveo dell’omonimo torrente. In questo settore vallivo, a causa del regime tipicamente torrentizio del corso d’acqua, vengono erose, deposte e movimentate ingenti quantità di ghiaie e sabbie in occasione di eventi alluvionali. Il corso d’acqua si divide in rami che si separano e ricongiungono nel greto; quest’ultimo è colonizzato da cenosi erbacee, arbustive e arboree riparie; a margine, sulle zone di greto consolidato, trovano spazio vaste superfici occupate da prato-pascoli e da alcuni acero-tigliofrassineti. Il SIC è stato istituito per preservare uno degli ultimi popolamenti regionali di Myricaria germanica, rara tamerice dei greti fluviali alpini. Myricaria germanica è una specie in equilibrio con la dinamica alluvionale naturale e necessita della periodica deposizione di nuovi sedimenti sabbiosi umidi per la sua rinnovazione: si tratta di una specie pioniera che costituisce popolamenti naturali instabili da un punto di vista spaziale e temporale.

Il Bosco di Pian Pra’ nei comuni di Rorà e Torre Pellice, è posto lungo la cresta di spartiacque tra il bacino del Torrente Pellice ed il bacino del Torrente Luserna, all’incirca tra il Monte Luetta (1.341 m) e la Rocca Berra (1.231 m), in un’area dai pendii poco acclivi. La superficie del SIC, come tutta l’area circostante, è ampiamente ricoperta dalla vegetazione forestale, qui composta prevalentemente da faggio (Fagus sylvatica), e all’interno della quale si trovano alcuni lembi di rimboschimenti e di boscaglie d’invasione. Un’area ben più modesta è occupata da zone a prato e a prato-pascolo, per lo più presenti in maniera frammentaria in alcune radure. All’interno del sito sono presenti due aree di cava, una abbandonata, localizzata ai margini inferiori sul versante del Torrente Pellice, ed una attiva, aperta recentemente sulle pendici sud del Monte Luetta.

Due sono gli ambienti di importanza comunitaria: tra le formazioni erbose sono stati rilevati i prati magri acidofili del Nardion e Violion caninae (6230); il bosco di faggio, ottimamente conservato, è riferibile alle faggete acidofile (9110), cenosi che qui ospita alcune specie floristiche molto interessanti come la rara Monotropa hypopitys.

Di notevole rilievo zoologico è la presenza di elementi molto interessanti fra i coleotteri carabidi: qui si trova infatti una stazione di Dellabeffaella olmii, endemico della zona, Doderotrechus ghilianii sampoi, stenoendemico, Aptinus alpinus e Pterostichus impressus, endemici delle Alpi Cozie e Marittime. Per ciò che riguarda il resto della fauna, sono segnalati la salamandra pezzata (Salamandra salamandra) e due rettili, l’orbettino (Anguis fragilis) e il saettone (Zamenis longissimus), per il quale la Direttiva Habitat prevede una protezione rigorosa.

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