Una Unione, tante Valli

L’Unione Montana del Pinerolese, con le Valli Valdesi e le Valli Pedemontane, vi accoglie con panorami mozzafiato, antiche tradizioni e natura incontaminata. La sua storia è intessuta da millenni di rapporti tra uomini e ambiente: gli abitanti insediati qui per necessità o scelta, per rifugio da persecuzioni o brama di nuovi spazi, lo hanno modellato tracciando confini, sentieri e strade, costruendo paesi, villaggi e borgate, erigendo forti, templi e chiese, coltivando campi, prati, pascoli, vigne e boschi, innalzando fabbriche, canali, dighe e centrali idroelettriche, creando attività turistiche.

Lingue occitana e francese, religioni Valdese e Cattolica, costumi, folclore, musiche e balli, enogastronomia derivata dall'agricoltura locale ed artigianato sono i segni tangibili di questo enorme patrimonio culturale pronto a schiudersi agli occhi dell'ospite.

Il clima particolarmente salubre, fresco in estate e nevoso in inverno, con la sua varietà permette lo sviluppo di una flora ricchissima, di un patrimonio forestale ingente e di una fauna a volte difficile da trovare altrove: combinata con il variegato substrato geologico e il differente orientamento geografico delle vallate tale biodiversità diviene ricchezza, tutelata da oasi ambientali, boschi didattici e giardini botanici alpini.

L’Unione Montana del Pinerolese raccoglie pertanto paesaggi morfologicamente differenti tra loro che offrono al visitatore insieme ad un patrimonio storico culturale e alla gastronomia a base di prodotti tipici locali un emozionante viaggio alla scoperta di un territorio dalle mille potenzialità.

Se dalla pianura pinerolese si volge lo sguardo verso i comuni di Prarostino e San Secondo di Pinerolo si comprende subito perché questa porzione di territorio viene indicato come conca verde. Inserito tra le Valli Chisone e Val Pellice è un susseguirsi di piccole vallette ricoperte interamente da boschi aree coltivate e vigneti.

Una bella meta per escursioni tra boschi di castagni e faggi e un panorama mozzafiato verso la pianura pinerolese, seguendo itinerari naturalistici, sportivi e storici in qualsiasi periodo dell’anno.

La Val Lemina è una breve vallata alpina situata nelle Alpi Cozie in provincia di Torino. E’ solcata dal torrente Lemina che nasce a monte dell’abitato del Talucco e confluisce nel torrente Chisola tra Vinovo e Nichelino, dopo aver attraversato l’abitato di Pinerolo e la pianura pinerolese.

I due versanti della valle hanno pertinenza comunale diversa, il versante orografico destro appartiene al comune di San Pietro Val Lemina mentre quello sinistro al comune di Pinerolo. Solamente il comune di San Pietro Val Lemina fa parte dell’Unione Montana del Pinerolese.

Presenta un andamento nord-sud che garantisce una buona esposizione ad entrambi i versanti. E’ morfologicamente stretta e regolare senza eccessive differenze altimetriche. Lungo i crinali si alternano cime variabili tra i 1.385 m del Monte Rocchise, i 1.358 m del Monte Sette Confini, i 1.452 m del Monte Sperino fino a scendere agli 876 m del Monte Muretto

La sua morfologia permette passeggiate e gite in mountain bike facili e molto suggestive.

Attraverso sentieri immersi in lussureggianti boschi di faggio e castagno e rimboschimenti di conifere si raggiungono spettacolari punti panoramici su speroni di roccia da cui godere uno splendido panorama sulla pianura pinerolese e sul massiccio del Monviso e inaspettate aree pianeggianti in zona Cro’ e Colle Ciardonet.

Nei periodi autunnali e primaverili la Val Lemina è assiduamente frequentata dai cercatori di funghi richiamati dalle grandi quantità e dalla qualità dei funghi porcini che si possono trovare nei boschi che dal comune di San Pietro Val Lemina si sviluppano verso il Talucco e il Cro’.

L’area pedemontana del territorio dell’unione Montana del pinerolese comprende il comune di Roletto localizzato nella Val Noce. Questa valle confinante con la Val Chisola prende il nome dal torrente Noce che scende dal massiccio del monte Freidour verso la pianura pinerolese.

Il territorio presenta un versante volto a sud decisamente impervio e spettacolare, con pareti e affioramenti rocciosi, meta di numerosi arrampicatori. Nelle zone a quote più basse invece sono presenti agglomerati abitativi immersi tra zone boscate vigneti e frutteti.

La Val Pellice è la più meridionale delle valli della Città Metropolitana di Torino. Si trova nelle Alpi Cozie settentrionali e converge verso il massiccio del Monviso. È bagnata dal torrente Pellice e confina a nord con le valli Chisone e Germanasca, a sud con le valli Po e Infernotto e a ovest con la regione francese del Queyras.

Il territorio della Val Pellice presenta una superficie di circa 30.000 ettari. Ha una parte pianeggiante di fondovalle, una parte con caratteristiche collinari e prealpine, e una parte prettamente alpina dove svettano le cime del Monte Granero (3.170 m) e del Monte Meidassa. (3.105 m). Lungo l'asse vallivo principale si aprono alcuni importanti valloni laterali, come la Val d'Angrogna, la Valle di Luserna e la Comba dei Carbonieri.

La notevole bellezza del paesaggio, che caratterizza le borgate, i boschi, le foreste, le montagne e i laghetti unitamente alla presenza di numerosi rifugi alpini ed escursionistici, costituiscono uno degli elementi attrattori del turismo outdoor nella valle.

Di particolare interesse poi, il sistema museale valdese che consta di numerosi siti (luoghi storici, percorsi e musei) dislocati nelle località più significative del territorio e documenta gli avvenimenti religiosi politici e culturali di cui la valle è stata protagonista. Gli allestimenti, infatti, affiancano spesso una sezione etnografica ad un’esposizione storico religiosa.

La visita degli antichi luoghi di culto e di resistenza, testimoni di un passato di clandestinità e persecuzioni, come anche la visita alle innovative istituzioni culturali successive alla conquista della libertà religiosa e civili, costituiscono un’esperienza molto significativa nel contesto multiculturale moderno.

La Val Pellice è fra quelle valli alpine che hanno saputo mantenere alto l’interesse per l’agricoltura, seguendo le tradizioni centenarie, tanto nel settore frutticolo come in quello zootecnico e qualificare sempre più le produzioni agricole del territorio. Tali produzioni sono: la mustardela, il saras del fèn, le antiche mele piemontesi (presidi di Slow Food), come pure la toma, le castagne, il miele e i vini.

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