Pesca ricreativa

Per praticare la pesca ricreativa: regole, ambienti, specie presenti, misure di tutela.

Per praticare la pesca bisogna informarsi sulle regole da seguire e sui permessi di cui bisogna essere in possesso. Su sito della Città Metropolitana di Torino (cittametropolitana.torino.it/cms/fauna-flora-parchi/fauna-e-flora/autorizzazioni-abilitazioni/pesca-citta-metropolitana) potete trovare tutto quanto è necessario sapere su permessi, leggi, regolamenti, misure minime, zone di divieto, ecc. Lungo i torrenti sono poste delle tabelle che indicano le zone di protezione e le zone a regolamento specifico (no-kill).

Il nostro territorio è ricco di possibilità per la pesca ricreativa in quanto ci sono ambienti anche molto diversi, dal torrente di fondovalle, ad alcuni canali, fino ai torrenti di montagna e ai laghi alpini che possono richiedere anche una certa preparazione fisica per raggiungerli e per percorrerli in sicurezza. Ricordiamoci sempre che siamo in montagna e che sono sempre possibili mutamenti rapidi delle condizioni meteo. Teniamo conto poi che gli ambienti alpini sono ambienti fragili e devono essere rispettati e tutelati con attenzione.

Nei torrenti vivono delle specie di pesci di grande valore, autoctone (che si sono evolute in questi ambienti), talvolta uniche e insostituibili, un patrimonio inestimabile della biodiversità. Ne ricordiamo alcune: la Trota marmorata (Salmo marmoratus), la Trota fario mediterranea (Salmo ghigii), lo Scazzone (Cottus gobio), il Barbo canino (Barbus caninus). Non appartengono invece alla fauna autoctona (e quindi possono portare un danno anche grave alla biodiversità) la Trota fario atlantica (Salmo trutta), la Trota iridea (Oncorhynchus mykiss), il Salmerino di fonte (Salvelinus fontinalis), pesci originari di altri continenti o di altre aree geografiche europee, ancora talvolta utilizzati per la pratica della pesca “sportiva”.

Per tutelare meglio le specie autoctone, in particolare la Trota marmorata, sono presenti sul territorio delle strutture (gestite a titolo volontario da associazioni come l’ATAAI-ODV-Associazione per la Tutela degli Ambienti Acquatici e dell’Ittiofauna), chiamate “Incubatoi di Valle”, che immettono pesci geneticamente certificati per “aiutare” (supportive breeding) le popolazioni presenti ad affrontare le difficili condizioni dei nostri corsi d’acqua.

Per conoscere gli ambienti acquatici e i pesci presenti sono consigliabili (a seconda delle stagioni) sia il tratto di fondovalle del Torrente Pellice (dall’abitato di Bobbio Pellice fino al ponte di Bibiana) che i torrenti montani, in particolare l’alto Pellice (da Bobbio a Villanova) e, in destra idrografica, il Torr. Ghicciard (Comba dei Carbonieri), il Torr. Liussa; mentre, in sinistra idrografica, il Torrente Angrogna.

Prendendo contatto con l’ATAAI-ODV è possibile essere indirizzati (se disponibili) a “guide di pesca” che possono introdurre alla conoscenza dei corsi d’acqua del territorio.

GALLERIA

Fonte:

Testi Associazione Tutela Ambienti Acquatici e Ittiofauna (ATAAI-ODV) immagini Unione Montana del Pinerolese

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